Ogni minorenne che attraversa una frontiera deve avere i propri documenti d’identità. Un dimenticanza o un documento scaduto è sufficiente a bloccare l’imbarco, indipendentemente dall’età del bambino.
Documento d’identità del minorenne: carta d’identità nazionale o passaporto a seconda della destinazione
La regola di base è semplice: ogni bambino deve avere il proprio documento d’identità, incluso un neonato. Il libretto di famiglia non sostituisce in alcun modo un documento d’identità ufficiale.
Per un viaggio in Francia metropolitana, è sufficiente una carta d’identità nazionale valida. Questa stessa carta consente anche di circolare in tutta l’Unione europea, così come in alcuni paesi vicini come Svizzera, Norvegia, Islanda, Andorra o Monaco.
Non appena la destinazione si trova al di fuori di questo spazio, un passaporto a nome del bambino diventa obbligatorio. Alcuni paesi richiedono inoltre un visto, e la durata di validità residua del passaporto può variare a seconda della legislazione locale. È necessario verificare queste condizioni paese per paese prima di prenotare, poiché un passaporto valido non significa sempre un passaporto accettato alla frontiera.
Per trovare tutte le informazioni su Concept Voyages riguardo le formalità per destinazione, la procedura consente di incrociare i requisiti specifici di ogni paese con il profilo del viaggiatore minorenne.

Autorizzazione all’uscita dal territorio: quando il modulo Cerfa diventa obbligatorio
L’autorizzazione all’uscita dal territorio (AST) è un documento che riguarda esclusivamente i minorenni che lasciano la Francia senza essere accompagnati da un titolare dell’autorità genitoriale. In pratica, se il bambino viaggia con almeno uno dei suoi genitori, l’AST non è richiesta, anche quando i genitori sono separati o divorziati.
L’AST diventa necessaria quando il bambino parte con un terzo: nonni, zii, amici di famiglia, accompagnatori di colonie estive, accompagnatori di viaggi scolastici. Il modulo Cerfa deve quindi essere compilato e firmato da un genitore che esercita l’autorità genitoriale.
Tre documenti devono essere presentati insieme al controllo:
- Il modulo Cerfa di autorizzazione all’uscita dal territorio, firmato dal genitore.
- Una fotocopia del documento d’identità del genitore firmatario (carta d’identità o passaporto).
- Il documento d’identità del bambino (carta d’identità per l’UE, passaporto per le altre destinazioni).
Senzo questo trittico completo, il bambino può vedersi rifiutare il passaggio della frontiera. Il modulo Cerfa è scaricabile gratuitamente dal sito del ministero dell’Interno e non ha una data di scadenza propria, ma deve essere coerente con il documento d’identità del genitore firmatario, che deve rimanere valido.
Minorenne straniero residente in Francia: il binomio passaporto e DCEM
Un bambino di nazionalità straniera che risiede in Francia deve affrontare requisiti specifici, soprattutto al ritorno. Il documento di circolazione per straniero minorenne (DCEM) facilita la reimmigrazione nel territorio francese senza visto, ma non funziona da solo.
Il DCEM deve essere presentato obbligatoriamente con un passaporto o un altro documento di viaggio valido. Uno senza l’altro non è sufficiente. Questa regola, iscritta agli articoli L414-4 e L414-5 del Codice dell’ingresso e del soggiorno degli stranieri e del diritto d’asilo, è frequentemente sconosciuta alle famiglie interessate.
Il rinnovo del DCEM deve essere anticipato: un documento scaduto al momento del ritorno può comportare notevoli complicazioni amministrative, anche se il bambino risiede abitualmente in Francia.
Divieto di uscita dal territorio e conflitti tra genitori separati
L’divieto di uscita dal territorio (IST) è una misura che impedisce il rilascio di un AST e allerta i servizi di controllo alle frontiere.
L’IST si distingue dall’opposizione all’uscita dal territorio (OST), che è una misura d’emergenza pronunciata dal giudice delle questioni familiari. Nelle situazioni di separazione conflittuale, il genitore che desidera viaggiare all’estero con il bambino deve verificare che nessuna di queste misure sia stata iscritta.

Se un genitore rifiuta di firmare il passaporto del bambino o di fornire i documenti necessari, l’altro genitore può rivolgersi al giudice delle questioni familiari. La procedura può essere avviata d’urgenza prima di un periodo di vacanza, ma richiede un termine non comprimibile. Anticipare questa procedura diverse settimane prima della partenza rimane l’unica strategia affidabile.
Sistema EES e ETIAS: cosa cambia alle frontiere europee per i bambini
Il dispiegamento del sistema europeo di ingresso/uscita (EES) introduce nuove modalità di controllo. Secondo le informazioni disponibili, i bambini di età inferiore ai 12 anni non sarebbero soggetti alla rilevazione delle impronte digitali. Una foto rimarrebbe prevista per i più giovani, mentre le impronte diventerebbero obbligatorie a partire dai 12 anni.
Il futuro dispositivo ETIAS (sistema europeo di informazione e autorizzazione di viaggio) riguarda i cittadini di paesi terzi esenti da visto. Ogni bambino dovrà essere oggetto di una richiesta distinta, anche quando viaggia accompagnato dai genitori. Questa esigenza individuale per viaggiatore riprende la logica già applicata ai documenti d’identità.
Questi due dispositivi potrebbero evolversi prima della loro attuazione definitiva. La verifica sui siti ufficiali dell’Unione europea o del paese di destinazione rimane necessaria prima di ogni partenza.
La preparazione documentale di un viaggio con un minorenne non si limita al passaporto infilato nella borsa. AST, DCEM, IST, EES, ETIAS: ogni situazione familiare e ogni destinazione aggiungono uno strato di verifica. L’unico riflesso che protegge da un rifiuto d’imbarco rimane quello di controllare ogni documento, per ogni bambino, diverse settimane prima della partenza.



